Alla cortese attenzione del
Sig. Ministro Gelmini
Ministero dell'Università e della Ricerca
Piazza Kennedy, 20 - 00144 Roma
Alla cortese attenzione del Prof. Stefano Zecchi
presso la Redazione de Il Giornale
via G.Negri 4 - 85661 Milano
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Illustrissimo Signor Ministro,
So che probabilmente sto osando troppo nel mettere a repentaglio la Sua pazienza. Ma mi piace l'ipotesi di poter offrire qualche suggerimento al Governo come se vivessi in un paese scandinavo.
Il primo suggerimento consiste nel sottoporre a sorteggio totale la determinazione delle commissioni per l'accesso in cattedra nell'universita'. Il presidente di commissione nepotista ha interesse a predisporre l'operazione promuovendo i candidati piu' subordinati, i meno autonomi. Coloro i quali non aspirano mai a lavori monografici impegnativi, con un curriculum fatto di curatele o di articoletti brevi. Piu' tali personaggi sono insicuri piu' essi saranno riconoscenti a vita presso il barone nepotista. Nella tornata concorsuale successiva daranno il massimo nel promuovere a loro volta il nipote o il figlio del barone. Il candidato limitato e incerto si trasforma automaticamente nel piu accanito sostenitore, nel successivo concorso, del candidato nipote del barone stratega. Un po' come tenere affamato il cane perche' difenda con aggressivita' la casa del padrone. Un cane appagato o un candidato autoconsapevole in effetti non servono. Quel candidato autoconsapevole non sbaverà di gratitudine per il barone, ricevendo solo quanto gli compete . Una volta sistemata la condizione dei rapporti di influenza con i membri della commissione tramite quel processo di cooptazione che verrebbe spazzato via da un sorteggio totale e solo da quello, al barone nepotista rimane a questo punto solo da addomesticare lo strumento “valutazione comparativa”. Quello che agli occhi degli ingenui e' adottato allo scopo di scegliere il migliore.
Ma il barone nepotista negli anni ha perfettamente adeguato e affinato lo strumento alle proprie finalita' per renderlo duttile ai propri scopi. E questo avviene perfettamente trasformando lo strumento di “valutazione comparativa” in un “banalizzatore”. Come avviene questa trasformazione? E' semplice: eliminando l'indissolubilita' della coppia enunciazione del criterio-attribuzione del giudizio. Stabiliti “n” parametri di confronto la valutazione sara' tanto piu' meritocratica quanto piu' si avra' la pazienza e la capacita' di estendere un'elencazione dei parametri di giudizio e di procedere in rapporto ad essi.
Al contrario il barone si guarda bene dall' indicare uno per uno i libri presentati (e di distinguere tra monografie, a cura di, articoli, abstract, tutte indistintamente pubblicazioni), e nel trattarli in un “banalizzatore” tramite il passaggio in bagno di varechina, in un cancellatore di significati, in un appiattitore. La banalizzazione procede trascurando di riportare persino il titolo degli scritti dei diversi candidati sottoposti a valutazione comparativa. Il “banalizzatore” per risultare efficace ai fini del barone nepotista non definisce ne' descrive mai la dimensione dell'opera (quelle che in altro ambito sono le misure del quadro o il numero delle pagine della pubblicazione): silenzio assoluto anche su questo. Silenzio sulla tipologia, sulla presenza di illustrazioni, sul carattere innovativo rispetto ad analoghi precedenti. E poi silenzio circa il fatto che la pubblicazione si rapporti al panorama nazionale o internazionale, o su come si collochi in rapporto alle premesse dell'ambito disciplinare. Ma anchesilenzio in merito al fatto che l'opera fornisca o meno relazioni contributi nell'elaborazione della disciplina. Silenzio sulle dimensioni della didattica, o sulle responsabilita' assunte in ambito professionale.
Ripetiamo per maggiore chiarezza: al fine di perseguire una banalizzazione la commissione di concorso avra' cura di non riportare mai ne'il titolo dei libri presentati dai concorrenti, ne' la consistenza in pagine della pubblicazione, ne' di definire l'originalita' della trattazione, ecc. sostituendoli con giudizi generici, che non facciano assolutamente prevedere nel loro corso l'esito finale.
Ad esempio:“Il candidato attesta una buona operosita' accademica, professionale e di ricerca. Qust'ultima muove da interessi museografici e di allestimento per sfociare poi in studi sul restauro urbano ed infine, sulla catalogazione dell'edilizia storia. Consistente e' anche l'impegno didattico, documentato da numerose tesi di laurea, seguite come relatore, e da specifiche pubblicazioni in merito.” Indubbiamente chiacchiere. Numerose tesi di laurea stanno ad esprimere con perfida imprecisione la produzione di un candidato nel giudizio firmato dal Presidente della commissione, e i giudizi degli altri membri sono in tutto simili, ne' c'e' molto piu' d'altro. Che il candidato presenti una pubblicazione o dodici, un epigramma o la Divina Commedia, non se ne puo' sapere nulla. Cosi' come in rapporto a quell'operosita' al candidato potra' corrispondere sia una formichina che desume con zelo da internet sia uno tra i maggiori esperti internazionali. Mentre quegli interessi museografici e di allestimento corrispondono al fatto che non passi fine settimana che il candidato non visiti un museo oppure egli e' progettista di un grande museo in un impegno di vent'anni o del restauro di un grattacielo storico a Manhattan? Consistente e' l'impegno didattico, cosa significa un'espressione del genere, una decina d'anni di zelante insegnamento oppure una trentina, in Italia all'estero, in sedi nazionali e internazionali, con numerose tesi di laurea che potranno essere una ventina o un migliaio. Tutto e' uguale, tutto banalizzato.
Al termine, dopo quella digressione riportata che con termine di moda potremmo definire “fuffa”, nelle successive tre righe conclusive un giudizio ulteriormente convenzionale (testuale) accomunera' ancor piu' i candidati, distinti esclusivamente in base a un aggettivo diverso o ad un sinonimo.
“Dall'esame comparato del candidato, valutandone il curriculum e i titoli scientifici presentati. L'operosita' e i servizi prestati negli atenei, tenendo conto dell'attivita' didattica svolta emerge il seguente giudizio: sostanzialmente maturo.” (oppure pienamente maturo, maturo e meritevole di attenzione, oppure sostanzialmente maturo e meritevole di attenzione, in tutti gli intrecci e le variabili). |Dopo di che improvvisamente schizza fuori il nome dei due vincitori.
L'efficacia del banalizzatore! Trattasi di un' attrezzatura micidiale. Puoi presentare al concorso tre paginette o cinquecento in una sola pubblicazione. Seicecento pagine per una catalogazione di una situazione regionale valutata in termini economici centinaia di milioni di vecchie lire oppure sei pagine di ricerca d'archivio o che, tutto risultera' identicamente insignificante e amalgamato. Cosicche' diverra' del tutto inutile porsi questioni di meritocrazia.
Se poi ancora qualcuno volesse metterci il naso e valutare e voler valutare a tutti i costi, di norma si ricorre ad altri artifici. Nel Concorso a bando pubblicato sulla Gazzetta Restauro Icar 19 (Gazzetta n. 32 del 22/04/2008), tanto per dire, si e' proceduto ad esempio a far scomparire tutto l'incartamento degli atti e la loro sostituzione con una denuncia di smarrimento degli stessi. Che tanto trattasi di mero errore materiale: e il risultato del concorso varra' lo stesso. Esclusi perditempo.
E' tutto chiaro? Ricapitolando. Va posta in atto 1. un'alternanza di concorsi in cui passano candidati insipidi pronti alla riconoscenza per tutta la vita e di concorsi predisposti per nipoti di baroni nepotisti che fruiranno della riconoscenza dei suddetti insipidi; 2. l'adozione di un atteggiamento di banalizzazione inesorabile dei titoli nella fase di valutazione.
Rimedi? Non sarebbe difficile, Signor Ministro, se solo si amasse un po' quella meritocrazia di cui tutti straparlano. 1. Estrazione integrale dei membi di commissione. 2. Obbligo per le commissioni della enunciazione dei criteri preliminari al giudizio in rapporto a ciascuna opera o titolo o pubblicazione. Cominciando, come si e' detto, dall'abrogazione di quel brutto termine che e' “pubblicazione”, concepita ancora una volta al fine di banalizzare; sostituendolo con “libro”, “curatela”, “articolo”, “abstract”.
Buon lavoro, Illustre Signor Ministro. Buon lavoro Proboviro Prof. Zecchi.
Prof. Arch. Sandro Ranellucci