ANCORA SUI COMIGNOLI IN AMIANTO, IN ITALIA E IN MAREMMA

RICEVO DAL PROF. MAZZOLA E VOLENTIERI PUBBLICO:
Spesso, con i miei studenti (ma anche con i colleghi americani) mi capita di dover discutere dell'importanza dei comignoli sugli edifici. Spesso, ossessionati dal semplice disegno "classicheggiante" delle facciate, studenti e colleghi dimenticano l'importanza di disegnare i tetti e, soprattutto, i comignoli.
Devo spiegar loro l'ovvio impatto estetico potranno avere sulla facciata quelle presenze indispensabili poste a coronamento degli edifici, ricordandogli che, se non li progetteranno loro, i costruttori provvederanno ad installare le peggiori brutture che gli tornano comode, compromettendo definitivamente l'estetica dell'edificio.
Negli anni si è abusato nell'uso dell'amianto e, sebbene siano oltre 30 anni da quando quello schifo è stato messo al bando, piuttosto che eliminarlo si è inventata la soluzione dell'incapsulamento, un'idiozia fatta nell'interesse dell'industria edilizia e non dell'ambiente ... tra l'altro il costo non è molto differente dalla sostituzione.
Il nostro Paese non ha mai risolto questo problema, siamo costretti a stoccare le lastre di cemento-aminanto e spedirle alle centrali di smaltimento francesi, a costi proibitivi. Tra poco vivremo lo stesso problema con lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici da dismettere, per i quali il nostro Paese (l'Europa intera) non ha un programma preciso ... amiamo promuovere interventi a favore delle case produttrici per poi far ereditare il problema dello smaltimento ai nostri figli e nipoti.
Per tornare al tuo testo, come dico sempre ai miei studenti, la bellezza di un comignolo, da sola, può dar nobiltà ad un edificio. Gli esempi dell'edilizia del primo novecento a Roma (Marconi, Palmerini, Sabbatini, ecc.) dimostrano come degli edifici semplicissimi possano apparire nobili e ricchi grazie ai comignoli!