A VITTORIO SGARBI: NON CI SONO POSSIBILITA' DI RECUPERO NEI BORGHI STORICI SE PROSEGUIAMO IN UN TOTALE ANALFABETISMO RISPETTO ALLA CULTURA DEL CANTIERE TRADIZIONALE

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ILLUSTRISSIMO SGARBI, PRIMA HA FONDATO "RINASCIMENTO", POI E' STATO ELETTO DEPUTATO, PERCHE' NON INTRAPRENDE UN'INIZIATIVA PARLAMENTARE PROPONENDO UNA LEGGE CHE FAVORISCA LA FORMAZIONE DELLA PRATICA MANUALE DEI GIOVANI ARCHITETTI E INGEGNERI E GEOMETRI CHE IGNORANO QUALUNQUE PRATICA DI EDILIZIA TRADIZIONALE? IN QUANTO SCRIVO QUI APPRESSO PROVO AD ESPRIMERE IL MIO DISAPPUNTO CIRCA IL FATTO CHE NON CI SONO POSSIBILITA' DI RECUPERO NEI BORGHI STORICI SE PROSEGUIAMO IN UN TOTALE ANALFABETISMO RISPETTO A QUESTA BASILARE CULTURA:
Mi trovo quotidianamente a che fare con presunta "manodopera" che non sa fare un "cuci e scuci", un muro a scarpa, un cavo in un muro portante ecc.se non ricorrendo a bruttissimo cemento armato, in grado solo di appesantire inutilmente le strutture, o ricorrendo a quelle che chiamano "cerchiature", ferri, ferri, ferri e grucce dentro i muri. Mai più' un muro di pietra veramente di pietra, ma muri e solai di laterocemento o simili foderati da sfoglie di pietra a vista di modico spessore. Cordoli di cemento possenti appoggiati sui vecchi muri all'imposta dei tetti, che allo prima scossa "frustano le vecchie strutture", come nel campanile di Santo Stefano di Sessanio, mentre tutto il resto del borgo, restaurato all'antica, rimaneva in piedi alle scosse. Le situazioni della mano d'opera nei cantieri dei borghi, ammesso che ce ne siano, sono preda di strutturisti in grado solo di ricondurre qualunque situazione tradizionale ad una gabbia di cemento armato da foderare con sfoglie di pietra. Questo è il vero e solo falso storico, quello tollerato da regolamenti e strutturasti. Occorrerebbe invece istituire tirocinii di lavoro manuale nelle scuole, e impegnare in analoghi apprendistati i soldati nelle caserme, anziché educare i giovanotti ad attendere sussidi e paghette dallo stato mentre sognano architetture "liquide" che fortunatamente non escono dai loro computer. Non confondiamo l'identico gesto ripetuto ossessivamente dall'operaio di Chaplin con la vera creatività di saper realizzare un arco o una volta in cantiere.

 

PROF.ARCH. SANDRO RANELLUCCI