TOM WOLFE MAGLIANO IN TOSCANA, PERETA E LE LORO TORRI

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Vorrei tradurre in poche parole chiare la situazione che sta preoccupando molti di noi. E’ desumibile che si stia per intraprendere un restauro della torre di Pereta.

 

Si fa un restauro in forma di consolidamento qualora a seguito di una diagnosi si siano riscontrate carenze di tipo statico. Nel caso della torre di Pereta quali sono le carenze cui si ritiene di porre rimedio? Le chiedo, esimio Prof. Rocchi, di aiutarci a capire in cosa consista questo restauro. Invento. Riguarda la fondazione? Riguarda la coesione dei conci? O altro? Sono certissimo che lei vorrà illustrarci quali siano le esigenze e le finalita' del cantiere che si intende intraprendere. Oppure non è di tipo conservativo il cantiere che si intende instaurare?

Ma pare di supporre che l'obiettivoprincipale non sia quello di un consolidamento, ma che qui venga piuttosto denominato restauro un’attribuzione funzionale connessa all’aver conseguito un finanziamento.

 

Ma la torre non ha alcun bisogno di ricevere altre funzioni. E' il monumento di se stessa. Rappresenta Pereta. Sostiene l’orologio. E tanto basta.

Quella pertinente un’osservatorio è un'attività che nulla ha che fare con quella di una torre. Che era di avvistamento difensivo di oggetti o persone relativamente vicine. Anche un bambino capisce che non è sollevare un piano ad alcune decine di metri che determina una condizione ottimale  di osservazione, quando l'oggetto siano le stelle; la cui distanza è di tutt’altro ordine. La stella più vicina alla Terra Proxima Centauri, dista 4,23 anni luce dalla Terra.

Dalla torre di Pereta tutt’al piu’ si possono vedere, ma anche ad occhio nudo,i comignoli di amianto ed eternit, le antenne, le pompe di calore sui tetti.

L’ultimo lavoro pubblico che è stato dedicato a Pereta ancora ci fa piangere per l’insinuazione d’acqua nei locali interrati.Quindi non rifletteremo mai abbastanza su obiettivi e modi.

 

 

L’unico impegno raccomandabile cui è opportuno destinare il borgo è quello inerente la Bellezza. Che vuol dire cancellare ogni traccia di incolto modernismo, di esasperato gratuito tecnicismo, di cui purtroppo questo territorio comunale abbonda.

Proprio dalla Sua competenza mi aspetterei però che venisse un aiuto nei confronti di chi assiste purtroppo impotente al dilagare degli sfregi modernisti che hanno a suo tempo annichilito Montiano. Resa ridicola, e meno competitiva persino come valore immobiliare, nella sua fisionomia verso il mare per l’ansia di un’ottusa speculazione, che da allora spietatamente ha dato impulso solo a sostituzioni moderne nel vecchio tessuto. Ancora chiede un aiuto chi assiste paziente e muto agli inserimenti di ferro e di cemento che sfregiano Magliano. Dalla pavimentazione della piazza antistante la chiesa centrale, nella quale l’affronto è firmato dall’autore in inglese. Nei muretti di contenimento sparsi rigidamente in cemento. Proseguendo per lo sfregio adiacente la porta urbana il cui cemento è denominato paradossalmente Antico mulino. E poi per il prefabbricato di cemento nei pressi del cimitero. E poi per la putrellona di ferro che non distante dal torrione ricostruito sostiene oscenamente un datato muro di pietra che i Mastri avrebbero sapientemente sostenuto con speroni in laterizio o analoga muratura. Sfregi che appaiono a chi è distratto come ovvi e necessari: nell’orgia esagerata di “guardrails”metallici che ha distrutto la poesia del paesaggio ai piedi del Borgo di Magliano sulla strada che da Magliano conduce a Pereta. Laddove fino a qualche anno fa un ponticello in pietra costringeva a rallentare (orrore!) e ad apprezzare il fiumicello da cui era solcato il fondovalle. Ora morfologia e orografia risultano finalmente cancellati ed il paesaggio è uniformato a quello prepotente di un’autostrada. Solo per nominare gli scempi principali.

Il 15 maggio 2018 è deceduto Tom Wolfe, autore del saggio noto in tutto il mondo Maledetti architetti. Dal quale gia’ parecchio tempo fa veniva spiegato “l’attacco di xilella” apportato al nostro ambiente dagli addetti all’edilizia come omaggio doveroso alla modernità.

Non è molto che i peretani hanno ritenuto di dover difendere il loro delicatissimo borgo dai rischi implicati dagli scavi per il geotermico. Inutile, brutto, maleodorante. Ora i peretani dovranno decidere se non è opportuno difendere quella zona del borgo denominata Morrocco, a ridosso della torre, dall’aggressione che i “maledetti architetti” intendono attuare con una struttura di ferro e cemento alta sei metri nella piazzetta piu’ alta del paese, ritenuta necessaria per rendere possibile la risalita di qualche sfaccendato a caccia di “selfie” da distribuire sui social.

Sono certo, illustre prof. Rocchi, che vorrà essere dei nostri nel mantenere Pereta priva di putrelle e di cemento.

Sandro Ranellucci