FESTEGGIAMO PER IL SINDACO SGARBI A SUTRI E PER IL SINDACO CINELLI A MAGLIANO IN TOSCANA 27.06.2018

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Il problema della conservazione dei borghi sembrerebbe consistere soprattutto nell’abbandono dei piccolissimi agglomerati sui monti. Problematiche di questo tipo Kilgren e Cucinelli hanno dimostrato di saperle brillantemente risolvere, sottraendole alle voglie di modernizzazione di certi sindaci e certi architetti, risolvendoli per quanto concerne i casi da loro affrontati in una chiave esclusiva di mantenimento nell’antico. Cosicche’ i rischi maggiori potremmo ritenere che li corrano i borghi delle fasce pedemontane e costiere, che assessori eccitati modernisti puntano a “rivitalizzare” per il turismo di massa della domenica. Per quei turisti che gli assessorati si sforzano di convincere a percorrere le mura in un percorso di circonvallazione, o a salire su una torre scomodissima, adattata tramite interventi fastidiosi da archistar, vogliosi di introdurre nell’antico il corten, l’acciaio, il cemento. Cosicchè ecco lì che in quei fragili paesini ci si affretta a spendere per la“ristrutturazione” della torre e delle mura. Non tenendo conto che una tipologia storica che non è il caso di toccare è quella della Torre. La quale, poco piu’ alta di uno dei Sette nani rispetto alla distanza dalle stelle, non è detto che possa giovare ad iniziative quali la possibilità di una“ristrutturazione” ad Osservatorio astronomico. Come se potesse giovare all’osservazione di stelle a distanze enormi di milioni di anni luce, lo sforzo di sollevarsi con fatica di qualche metro. Uno sforzo che a Pereta, in Maremma, quella “ristrutturazione” richiederà l’aggiunta di una scala moderna di sei metri che certamente rendera’ meno antico il borgo; che richiedera’ in sommità solai di cemento e reti elettrosaldate per sostenere attrezzature e visitatori con le loro birre. Che consentirà di verificare se l’esperienza della torre di Santo Stefano di Sessanio, appesantita in sommita’ dalla Soprintendenza, si riuscirà a ripetere integralmente, magari con conseguente indotto crollo.

Per cui abbiamo letto con soddisfazione del programma preliminare di Sgarbi, neosindaco di Sutri, che contrappone la sua volontà di liberare il borgo da qualunque bruttezza, dai fili sulle facciate, dalle brutte antenne e dai comignoli di amianto sui tetti. Il sindaco Sgarbi non dichiara di puntare agli sventramenti e alle liberazioni monumentali per realizzare circonvallazioni, ma proclama di volere eliminare il cemento e le altre violenze moderne che determinano l’imbruttimento. Dal suo programma si deduce che Sgarbi, per quanto concerne la politica dei borghi è, mi permetto di osservare, nella nostra linea, quella fondata da Benevolo, Cervellati e Marconi. Che non ha la “rivitalizzazione” quale obiettivo nei borghi, ma che mira al “recupero della bellezza” delle lavorazioni del cantiere premoderno.
Ma noi abbiamo fiducia nel nuovo-vecchio sindaco Cinelli, in Maremma, che le sue inedite prospettive inerenti la sicurezza, e le viseosorveglianze, possano passare grazie al suo operato per il recupero della bellezza, del senso dell'antico, del recupero di ogni connotazione propria delle lavorazioni premoderne dei vecchi mastri maremmani.
Cosicché Pereta, Magliano e persino Montiano, per troppi aspetti ferita a morte, possano tornare al recupero di tutti gli aspetti minuti della loro bellezza antica.

Ricordando che attraverso la rivalutazione della bellezza non soltanto la mente e il cuore stanno meglio, ma anche la pancia.
Sandro Ranellucci prof.