DUE LETTERE AL SIGNOR MINISTRO GELMINI COME SE MAI POTESSE RISPONDERMI. PRIMA LETTERA.
Alla cortese attenzione del Sig. Ministro Gelmini Ministero dell'Università e della Ricerca Piazza Kennedy, 20 - 00144 Roma ------------------------------------------------ Alla cortese attenzione del Prof. Stefano Zecchi presso la Redazione de Il Giornale via G.Negri 4 - 85661 Milano ------------------------------------------------ Illmo Sig. Ministro, davvero Stefano Zecchi piu' che un filosofo e' un veggente. Nel 2008 scriveva quanto per Sua comodita' riporto in fotocopia. Ho partecipato ad un concorso di quelli di cui Zecchi si occupava nell'articolo su Il Giornale. Anch'io sapevo (tutti sapevano) chi avrebbe vinto il Concorso a due posti di Restauro Icar 19 (Gazzetta n. 32 del 22/04/2008), senza essere un veggente. Si sapeva che essendo il concorso a due posti il meccanismo sarebbe stato il solito. In una spartizione che vede l'attribuzione di un posto al Presidente, dell'altro alla sede. Senza che i meriti e titoli c'entrino nulla. Allora perche' partecipare, mi chiedera'. Ma l'abitudine alla percossa produce il callo. Negli anni ho letto sui verbali di miei concorsi che due piu' due voti attribuitimi facevano tre (testuale), e poi di altro concorrente che il suo due piu' due faceva cinque (testuale), naturalmente il TAR, che e' debole in aritmetica, respinse il ricorso; cosicche' l'altro concorrente e' passato. Prolungata da me l'opposizione in un esposto a sua volta presto archiviato, ne e' scaturita una lettera diffusa a stretto giro da un ordinario presidente dei docenti dell'area, che mi si doveva considerare un “citrullo”(testuale), non per carenza di valore, al quale non faceva alcun riferimento, ma per aver osato io mettere in evidenza quelle distorsioni d'aritmetica. E poi decine e decine di altri soprusi; esclusioni dai consigli di dottorato, dalle commissioni di laurea, dalle rassegne di didattica, dalle iniziative in convenzione post terremoto; richieste di farmi escludere candidati da concorsi, di accedere per imposizione alla firma di miei libri in corso di stampa. Come ho avuto la testardaggine di tenere informati puntualmente al Dipartimento della Funzione pubblica. Con queste abitudini ai concorsi si partecipa lo stesso. Ma quale fu la mia sorpresa (mi pare che l'incipit sia giusto) quando alla mia richiesta di accesso agli atti per il recente concorso da Romatre' mi e' stato risposto che tutti i documenti sono andati smarriti, e che a seguito della mia richiesta era stata avanzata denuncia di smarrimento. Al momento ben poco ho potuto visionare, degli atti. Se non che, laddove in rapporto al massimo di dodici pubblicazioni ammesse dal bando avevo presentato dodici volumi (anzi tredici essendo un mio lavoro costituito da un doppio volume), venivo a conoscere che le mie giovani antagoniste vincitrici non presentavano alcuna monografia autonoma. Da tre, a quattro pagine, a dodici, a venti. In un solo caso uno scritto un po' piu' consistente, mai comunque in un lavoro autonomo. Ma curriculum, pubblicazioni e il resto, mi dicono, sono scomparsi. Se vorro' soddisfare qualche mia ulteriore curiosita' dovro' pagare anche stavolta l'avvocato. Ma anche stavolta il TAR mi dara' torto. Perche' due piu' due non vi e' dubbio che possa fare tre. E perche' si sa che un articoletto di quattro pagine può avere piu' qualita' di un mio volume di quattrocento pagine che UTET ingenuamente in questi giorni ha messo su I Pad. E che un articoletto di dieci possa prevalere su una ricerca di due volumi con miei cinquanta collaboratori, dalla giunta Del Turco valutato a suo tempo nero su bianco seicento milioni (chissa' da chi fruiti). Si sa che non e' questione di numero di pagine, ne' di collaboratori, ne' di numero di anni di servizio. Chi potrebbe pensarlo. Ma che si potesse andare in cattedra con dodici articoli brevi, contro chi avrebbe fatto bene a cestinare i suoi dodici e piu' libri, e a non puntare su un curriculum di cantieri di restauro di responsabilita', e a trent'anni di didattica in universita' nazionali e internazionali, e a libri sovente citati in Germania e negli Stati Uniti... La prego, Signor Ministro, almeno adesso dia retta al filosofo Zecchi, che e' anche un veggente. Non basta neppure il Suo provvedimento ( e mi creda, io in generale apprezzo la Sua legge) che uno solo dei membri di commissione sia designato. Tutti dovrebbero essere estratti a sorte. Solo cosi' ci sarebbe qualche possibilita' di determinare per i virtuosi della manipolazione un qualche attrito nel loro intento di piazzare volta per volta le figlie, in alternanza a quello di piazzare le mezze figure destinate a fluidificare il passaggio delle figlie nel concorso successivo. Un saluto comprensivo del Suo difficile compito, riconoscente del Suo avermi letto con ben altro di cui occuparsi. prof. Sandro Ranellucci --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- MINISTRO GELMINI FERMI I CONCORSI (IO SO GIÀ CHI VINCE), DI STEFANO ZECCHI----------------------------------- Ministro blocchi i concorsi universitari! Sono concorsi che si svolgeranno in modo indecente, in spregio delle più elementari regole di valutazione del merito. Sono concorsi che satureranno l’Università per non so quanto tempo, come accadde negli anni Settanta, assegnando oltre 4mila cattedre e oltre 3mila posti di ricercatore. I bandi per questi concorsi sono stati pubblicati generalmente alla metà di luglio. I candidati avevano un mese di tempo per presentare le domande d’ammissione al concorso: dunque nell’estate, intorno a Ferragosto. Una scadenza scelta ad arte per dare la minima conoscenza della pubblicazione dei bandi, in modo che non si iscrivessero candidati pericolosi, estranei cioè a lobby e nepotismi, in grado di mettere, eventualmente, in discussione chi era già stato scelto come vincitore. La riforma universitaria dei ministri del centrosinistra, Zecchino e Berlinguer, ha creato una serie di disastri che una nuova, intelligente, riforma può cercare di rimediare. I docenti, una volta in cattedra, non li toglierà più nessuno. La riforma del centrosinistra ha creato università fantasma con una essenziale funzione clientelare, in cui non potevano mancare corsi di laurea senza alcuna giustificazione culturale, con insegnamenti dai titoli grotteschi, senza studenti (perché, poi, lo studente non è così deficiente: ad un certo momento capisce anche lui l’inganno). I 4mila nuovi docenti consolideranno il degrado del sistema universitario. Si potrebbe sostenere questo: l’università è dissestata, ma i docenti sono di livello e quelli che verranno nominati aumenteranno la qualità. La verità è che se l’università è un disastro, i nuovi docenti sono sempre più degni di questo disastro. Il disinteresse verso il merito da parte delle baronie, che hanno in mano il sistema concorsuale, è impressionante per il disprezzo nei confronti dell’istituzione accademica. Clientelismo e nepotismo sono sovrani: si vada a vedere come il rettore della Sapienza ha messo in cattedra moglie e figli; si legga l’elenco degli insegnanti (è ufficiale, non è un mistero) nell’università di Bari: parentele indissolubili; si dia una rapida occhiata ai nomi dei professori della seconda facoltà di architettura del Politecnico di Milano: insomma, sembra che l’università sia l’ultimo baluardo che garantisce l’unità della famiglia in una società che sta distruggendo la famiglia. Illustre ministro Gelmini, non si renda complice di una truffa: dalla metà del mese ci saranno le votazioni segrete per le elezioni delle commissioni giudicatrici dei concorsi a cattedra. Elezioni pilotate dai gruppi di potere accademico; vincitori già stabiliti prima ancora delle nomine delle commissioni. Concorsi truccati. A riprova di ciò, illustre ministro Gelmini, con questo articolo consegno al direttore del Giornale una lettera in busta chiusa in cui indico, già oggi, i nomi dei futuri vincitori del concorso di Estetica.











