COMIGNOLI DI AMIANTO A MAGLIANO E A PERETA MA ANCHE IN TUTTI I BORGHI DEL CENTRO ITALIA

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A seguito dell’incendio verificatosi a Pomezia, alle porte di Roma,<<http://www.lifegate.it/persone/news/pomezia-amianto-incendio>> torna alla ribalta la pericolosita’ dell’amianto a contatto con il calore dell’incendio. Nonostante quell’amianto venisse definito incapsulato. Vale a dire trattato co presunti protettivi.

Ed ecco che è necessario attribuire il giusto grado di pericolosità analogamente alle canne fumarie in cemento amianto adoperate per realizzare comignoli nei nostri borghi. Frettolosamente anche in Maremma accade che si realizzino orrendi comignoli in amianto utilizzando prefabbricatI, anziche’ continuare a seguire l’esempio delle tradizioni premoderne. Come prescritto dai regolamenti comunali e come dimostrato dai bellissimi casi in cui i proprietari hanno preferito seguire i modelli di camini tradizionali. Bellissimi e non cancerogeni. Questo si verifica, nel bene e nel male, anche in Maremma, a Magliano e a Pereta. Le leggi e i regolamenti ci sono, per quanto riguarda il divieto d’impiegare canne in amianto e nella prescrizione di seguire i modelli premoderni. Basterebbe che i cittadini nelle loro manutenzioni le rispettassero. Anche perche’ per quanto riguarda i comignoli, perche’ l’amianto risulti in tutto il suo danno, non serve l’incendio come a Pomezia. Nei comignoli la vicinanza e il contatto con il fuoco è la norma. Le Amministrazioni è venuto il momento che  prendano a cuore questo basilare problema, senza attendere il disastro come a Pomezia. A questo fine potrebbero anche collegare alle indicazioni dei regolamenti le esemplificazioni grafiche dei miei Manuali del Recupero,  editi da D.E.i. Tipografia del Genio Civile, riferiti specificamente  ad Abruzzo e Marche, ma di fatto adattissimi  a fornire modelli tradizionali per gran parte del territorio italiano. Nel nostro Blog ne forniamo solo qualche minima esemplificazione. Ma basterebbe copiare uno dei modelli ospitati a centinaia nei miei Manuali editi per DEI, o addirittura copiare uno dei modelli tradizionali che a Pereta o Magliano, o a Sovana e in altri borghi risolvono magnificamente il problema con un paio di coppi che sormontano una canna in mattoni. Non in amianto.

 

CAPRE! CAPRE! Demolizione di un edificio storico a Trani.

Ricevo da Ettore M. Mazzola

È triste dover dare notizia della perdita di un edificio storico per ragioni inaccettabili! Nella meravigliosa Trani, città a me tanto cara essendo nativo di Barletta, è stata demolita l’ottocentesca Villa Maggi, ultima costruzione nobile e dignitosa all’interno di un comprensorio infestato da squallida edilizia recente. Penso che occorra denunciare pubblicamente certi crimini contro il patrimonio ... che, apparentemente, avvengono nella totale "legalità". Ricordo ancora quando nel lontano 1983 nella "mia" Barletta, nell'indignazione generale dei cittadini, per realizzare un orripilante condominio, venne demolito lo splendido esempio di Liberty locale che era Palazzo Cuomo. Da quel triste evento, nulla è stato fatto affinché la mentalità dei professionisti, dei politici e della gente più in generale potesse cambiare ... semmai sono state realizzate cose ancora più indecorose e si sono andate perdendo cose preziose come il pavimento in basole della Cattedrale che si è vista ulteriormente offendere con un abominevole finestrone industriale privo di disegno in luogo del rosone. Finché si farà finta che non sia successo nulla continueremo a perdere le nostre bellezze e continueremo a far credere corretto demolire certi edifici che, nell'ignorantissimo gergo comune, vengono ancora definite "case vecchie" piuttosto che edifici storici. Il sistema è sempre lo stesso! Non è un caso se, come si legge nel testo che trovate a questo link:   http://www.batmagazine.it/.../trani-iniziati-i-lavori-di.../    nessun confinante sapesse nulla di ciò che stesse avvenendo a Villa Maggi... se mai fosse stato vero il discorso del cedimento, i vicini se ne sarebbero accorti ed avrebbero lanciato l'allarme.  Del resto, le immagini parlano chiaro: non vi sono lesioni strutturali che possano far ipotizzare un pericolo imminente di crollo! È probabile che, dato lo stato di abbandono, tetti e solai fossero messi male, ma da lì all'abbattimento, in assenza di analisi approfondite ne passa di strada.

Sarebbe come se un medico ignorante che non conosca la cura per una malattia a lui ignota possa decidere, in assenza di analisi approfondite, di uccidere il malato!

Per esperienza sono portato a pensare che, intendendo realizzare l'ennesimo squallido condominio, i soggetti interessati avranno trovato tecnici e politici disponibili a manipolare la realtà, facendo in modo che mai più nessuno potesse dimostrare il contrario ... non è la prima volta che accade né, purtroppo, sarà l'ultima!

Si tratta del sistema già visto con alberi secolari come nel caso dai Pini Domestici di Piazza Verdi alla Spezia e dei Platani di Tor di Quinto a Roma … ma anche di tante demolizioni in giro per l'Italia. Basta far credere che non sia possibile "mettere in sicurezza" le strutture "pericolanti" con un parere tecnico di un architetto, ingegnere o botanico compiacente e il gioco è fatto!  ... Praticamente si tratta di quello che Parnasi & co vorrebbero fare a Roma per far credere necessario l’abbattimento dell’Ippodromo di Tor di Valle che occupa lo spazio dove vorrebbero sviluppare la loro speculazione annessa al presunto Stadio della Roma. E' indegno pensare che possano esserci professionisti disposti a macchiarsi di certi crimini pur di fare cassa! Anche queste menzogne, atte a spaventare la gente per perseguire i propri obiettivi, sono una forma di "terrorismo". Certi tecnici ignoranti e certi personaggi che avallano la tesi dell'impossibilità ad intervenire per mettere in sicurezza, dovrebbero documentarsi su situazioni ben più pericolose, come per esempio il campanile alto 100 metri di Sesso in Romagna che, a causa di un evento sismico, risultava piegato e ruotato su se stesso, ergo condannato a morte dagli ignoranti di turno ... fortuna volle che un ingegnere locale riuscì a dimostrare che fosse possibile raddrizzarlo e consolidarlo con un sistema innovativo (trefoli di acciaio a tensione controllata) realizzando l'intervento in maniera perfetta, rimuovendo, a fine lavori, i trefoli ed iniettando nei fori di tiraggio una malta tradizionale di calce e pozzolana. PS:  invito tutti, tecnici e non, a guardare attentamente le immagini sopra riportate in modo che possiate rendervi conto di come, nonostante l'ampiezza delle aperture, nonostante l'avvenuto inizio delle demolizioni – che prevedono una violenta battitura e strappo delle strutture – in corrispondenza degli spigoli delle finestrature non si legga alcuna lesione diagonale!! ... semmai si vede addirittura la presenza di un perfetto arco di scarico in pietra al di sopra della porta della stanza sventrata. Se mai fosse stato vero il discorso del cedimento, i vicini se ne sarebbero accorti ed avrebbero lanciato l'allarme. Del resto le immagini parlano chiaro ... non vi sono lesioni strutturali che possano far ipotizzare un pericolo imminente di crollo, è probabile che, dato lo stato di abbandono, tetti e solai fossero messi male, ma da lì all'abbattimento, in assenza di analisi approfondite ne passa di strada.Sarebbe come se un medico ignorante che non conosca la cura per una malattia a lui ignota possa decidere, in assenza di analisi approfondite, di uccidere il malato! La realtà è che, suppongo, avendo intenzione di realizzare l'ennesimo abominevole condominio, avranno trovato tecnici e politici disponibili a manipolare la realtà, facendo in modo che mai più nessuno potesse dimostrare il contrario ... non è la prima volta che accade né, purtroppo, sarà l'ultima! Certi tecnici  e certi personaggi che avallano la tesi dell'impossibiltà ad intervenire per mettere in sicurezza, dovrebbero documentarsi su situazioni ben più pericolose, come per esempio il campanile alto 100 metri di Sesso in Romagna che, a causa di un evento sismico, risultava piegato e ruotato su se stesso, ergo condannato a morte dagli ignoranti di turno ... fortuna volle che un ingegnere locale riuscì a dimostrare che fosse possibile raddrizzarlo e consolidarlo con un sistema innovativo (trefoli di acciaio a tensione controllata) realizzando l'intervento in maniera perfetta, rimuovendo, a fine lavori, i trefoli ed iniettando nei fori di tiraggio una malta tradizionale di calce e pozzolana. Invito tutti a guardare attentamente le immagini in modo da rendersi conto di come, nonostante l'ampiezza delle aperture, nonostante l'avvenuto inizio delle demolizioni che prevedono una violenta battitura e strappo delle strutture, in corrispondenza degli spigoli delle finestrature non si legga alcuna lesione diagonale!! ... semmai si vede addirittura la presenza di un perfetto arco di scarico in pietra al di sopra della porta della stanza sventrata

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VAMPIRISMO IN ARCHITETTURA

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Nelle attività realizzative  comunemente  la reintegrazione e la correzione dell'emergenza è   finalizzata al recupero della condizione, mirando a nascondere il preesistente dalla "riparazione".

In architettura l'integrazione è sempre stata nella tradizione subordinata o coordinata.

Negli anni recenti  una condizione che si va diffondendo  è invece l'esaltazione della "riparazione"di per sè. Anzi nel percorso postbrandiano la riparazione assume addirittura  esclusivo significato proprio dalla situazione di carenza del preesistente.

Dallo sfascio o dall'insufficienza della condizione di rudere l'intervento finisce per trarre infa come in un'assunzione vampiresca.show?id=1186&class=medium show?id=1185&class=mediumshow?id=1184&class=mediumshow?id=1182&class=mediumshow?id=1183&class=medium

AGGIORNAMENTI SULLO STADIO DELLA ROMA di Ettore Maria Mazzola

In questi giorni si è tornati a parlare, ahimè, dello stadio della AS Roma. Nonostante le irregolarità, infatti, il progetto continua ad andare avanti, anche se in una nuova veste che mostrerebbe una riduzione delle cubature.

Con questo patetico trucco, i promotori dell’iniziativa verrebbero ad ottenere ciò che desideravano fin dall’inizio, mentre i romani, dimentichi delle immani irregolarità, sembrano volersi accontentare di un vincolo “salva tribune di Lafuente” ... Siamo davvero un popolo strano!

Faccio quindi un passo indietro e ricordo che, tra gli ultimi post che il prof. Muratore mi aveva pubblicato, molti riguardavano questa battaglia. Un altro post l'avevo invece pubblicato sul blog di Sandro Ranellucci, riporto di seguito i vari link.

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