ALL'IRREFRENABILE ANTONIO BRUNI in merito alla BELLEZZA DELLE PIAZZE ROMANE

 

Ricevo dall’irrefrenabile Antonio Bruni un avviso in merito alle sue iniziative:
"Ti ricordo che domani giovedì 3 maggio alle ore 19 (fino alle 20 massimo) ci sarà la riunione di Un pensiero per Roma per preparare la prossima edizione del Festival di Idee in ottobre e per valutare le possibili azioni per l’abbellimento della capitale, partendo dalle sue piazze contemporanee. La riunione sarà nella Galleria a Piazza di Pietra 28 (di fronte al Tempio di Adriano -camera di commercio) dove è allestita Colossea  in una nuova esposizione.
Ho bisogno del tuo consiglio. Ti aspetto
Carissimo Antonio
interpellato ti rispondo.
Tema: la bellezza delle piazze romane.
Ti daro’ una risposta che ti apparirà fuori tema. E invece è l’unica pertinente.
Non occorrono fioriere di cemento. Puah!
Nè vasche rugginose da architetto. Puah per le vasche e puah per gli architetti.
Occorre che l’Amministrazione assuma non piu’ di una decina di Mastri esperti nella manutenzione costante delle pavimentazioni in sampietrini che si spostino da una buca all’altra a tempo pieno. Non quelli che scolano un po’ di asfalto nei buchi in forma di rattoppo. Ma che intervengano dove i blocchetti sono saltati o dove si sono allentati.La rigidezza del manto è subordinata al fatto che non si estenda l’allentamento. Ma il sampietrino non è quello che è stato montato in Piazza di Pietra, di modestissimo e improprio minimo spessore. Fissati, si fa per dire, come si fissano le piastrelle in bagno. E quindi saltano uno dopo l’altro. Brutto risultato e soldi buttati. In certi tratti della piazza tagliati a spicchio, a punta, a pizzo, come fossero una moquette o un linoleum.
Il gruppo di Mastri, che non sono immigrati cui elargire una sovvenzione, ma da compensare per la loro professionalita’, dovrebbe intervenire anche sui marciapiedi di Piazza dei SS.Apostoli, dove qualche sconsiderato incompetente da qualche anno ha deciso di consentire il parcheggio di pesanti moto. Con rischi per i pedoni e per il prezioso storico manto. Che dire di quelle pericolosissime moto elettriche su cui i turisti procedono in posizione eretta. Questi mezzi non contemplati dal Codice e guidate da irresponsabili, nel senso etimologico, contribuiscono ulteriormente a “scassare" il manto dei marciapiedi di piazza SS.Apostoli. In attesa che qualche altro incompetente decida di far sostituire quei fascinosi lastroni (ex)  con pietre tagliate fine come maioliche da bagno. Brutte, scivolose quando piove, come a piazza S.Lorenzo in Lucina, e destinate a spaccarsi di lì a poco. Oppure con inserimenti di mitici spruzzi di asfaltaccio. Povera Piazza SS.Apostoli e povere Piazze romane. Quale la soluzione? Quella di ricorrere anche qui ai mitici Mastri. Che non si vergognino di fissare i pezzi residui degli ex lastroni, in base ad un paziente rammendo. Ecco qui  che siamo arrivati alla risposta alla tua domanda. Come procedere nel miglioramento delle condizioni delle piazze romane? Con pazienti rammendi da parte di Mastri competenti, pazienti, retribuiti dignitosamente, formati sulla base di insegnamenti pratici riguardanti arti e mestieri nel settore delle qualità ornamentali della città. Ed ecco che le scuole di Architettura per come sono potrebbero essere tempestivamente chiuse.


150 mila gli architetti in Italia, 5 ogni duemila abitanti. In totale in Italia vi sono oltre 250mila architetti e ingegneri e 100mila geometri.
A tutti costoro è consentito in base alla propria presunzione di libera creatività, di modificare il territorio. Spandendo dove credono reti elettrosaldate, putrelle, pannelli di corten. Ma che per lo più non hanno idea come si fissa un sampietrino traballante. O come si lavora il ferro o la ghisa. Per cui sulla gradinata di piazza S. Ignazio, popolata di orrendi vasconi di cemento, fa orrenda mostra di sè la rampa per disabili concepita  per i disabili qualche incompetente in base ad orrendi tubi inox, che, sono certo, i disabili non vorranno mai percorrere. Le piazze romane, ecco la risposta, come tanti altri aspetti urbani, possono essere migliorate aprendo numerose scuole di arti e mestieri, per Mastri, e chiudendo presuntuose facolta’ di architettura, di ingegneria, di geometri. Brunello Cucinelli lo ha capito molto prima di architetti, geometri, ingegneri. E nel programma della sua scuola di Moda, ha inserito un corso di Rammendo. Dico di Rammendo! Cribbio. I responsabili delle piazze romane non avrebbero soprattutto di frequentare un corso di Rammendo? E la nostra societa’ intera non avrebbe bisogno di frequentare corsi di Rammendo? Altro che Archistar.

BELLEZZA DELLE PIAZZE ROMANE

 

IL SOGNO DI KIHLGREN A S.STEFANO DI SESSANIO NAUFRAGA NEL CORTEN

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A proposito dell'abuso di ferraglie arrugginite, alias Corten, nei borghi e nei siti storici riporto l'introduzione di Paolo Marconi al libro Materia e Significato, in Premessa fantastorica.
L'asola di ferro arrugginito, qui appresso raffigurata, sarebbe palesemente in contrasto con tutta la filosofia di Kihlgren a S.Stefano di Sessanio. L'intervento ipotizzato sarebbe al contrario evidentemente in linea con una visione dell'architettura cinica e modaiola. Mi piacerebbe in merito conoscere il punto di vista di Daniele Kihlgren, raffinato intellettuale.

S.STEFANO di SESSANIO, UNA STRISCIA SEGNALETICA ALLA BASE DELLA RICOSTRUZIONE DELLA TORRE: del CORTEN non se ne può' più'.

La torre di S.Stefano di Sessanio. Il solaio interno piu' alto, originariamente in legno, era stato sostituito da una struttura in cemento armato in sommità (vedi S.R. Il restauro armonico, ed. Gangemi). Immagine piu' bassa.

Tutto il borgo, restaurato da Kihlgren sulla base delle modalita' del cantiere tradizionale, vedi la descrizione del cantiere di Martese, per conto del medesimo  Kihlgren, (cfr S.R. Il Manuale del recupero d'Abruzzo, terzo volume,ed. Gangemi). ha resistito alle scosse del terremoto.  La torre, in virtu' delle sollecitazioni che ha visto esaltate  dalla massa del cemento armato, è stato a S.Stefano di Sessanio  un vistoso segnale del crollo. Ora è stato impostato il cantiere di ricostruzione. Foto alta.

Nel contempo è stato pubblicizzato il progetto. Che verrà realizzato nei prossimi anni. Cosicchè per la milionesima volta si ricorre al corten. La panacea odierna  degli architetti rispetto al'antico. Abbiamo conosciuto i decenni in cui le integrazione nei templi era affidata invariabilmente al cemento. Nonchè i decenni in cui l'integrazione era obbligatoriamente risolta con il ferro pittato di nero. Ora da alcuni anni tutto il mondo si squaglia di gioia nell'accostare l'acciaio rugginoso all'antico. E non si scappa ...

Per la torre di S. Stefano di Sessanio a lavori finiti risulterà esaltata la cicatrice obliqua in corten, vistosa nella foto in basso. Avete mai visto un intervento di plastica facciale nel quale per paura del falso storico venga esaltata la cicatrice? Vedi foto intermedia.

Maledetti architetti!  Andreste mai da un dentista che vi segnali in bocca l'intervento con un dente d'oro? Conosco archittti che pur di ricorrere al Corten se lo farebbero inserire come integrazione per qualunque protesi nel loro corpo.

 

La cicatrice di corten, anziche' concellare il trauma del terremoto, lo esalta. Ma il compito del restauro non era quello di esaltare la fisionomia storica del manufatto? Ora comunque il restauro si trasforma in una buona idea per inserire il Corten-

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MAGLIANO IN TOSCANA: Il profilo seicentesco dei tetti.

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